.. non torna: era A PIE IN THE SKY o A CAKE IN THE SPACE*?!
* detto inglese equivalente a: "Guarda, un asino che vola!"
La piattaforma Milano e Oltre è un osservatorio multimediale in cui mappare le realtà sul territorio incontrate e coinvolte durante il corso dell’intero progetto - dalla fase di ricognizione ai cantieri creativi - ma soprattutto un luogo in cui un pubblico ampio (di abitanti, conoscitori del quartiere, di operatori sul territorio ma anche di generici cittadini) potrà suggerire agli utenti realtà interessanti da scoprire, valorizzare e raccontare inserendo contenuti, foto, storie, filmati sul proprio quartiere, Quarto Oggiaro. La piattaforma potrà così diventare, con il sostegno del pubblico, un vero e proprio “database” della periferia, su cui gli utenti potranno scoprire, in maniera semplice e diretta, aspetti poco noti e interessanti del territorio periurbano milanese, ma soprattutto contribuire, con le loro segnalazioni, ad accrescere le informazioni, le mappe, i percorsi e le immagini di questi luoghi.
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.. non torna: era A PIE IN THE SKY o A CAKE IN THE SPACE*?!
* detto inglese equivalente a: "Guarda, un asino che vola!"
Un progetto di Cristiana Mattioli
“Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita” (A. Einstein)
Sistemare un’arnia in un luogo consiste nel fissare un centro di ricerca e a tracciare intorno ad esso un’area di circa 3000 ettari di superficie che corrispondono alla zona di ricerca e bottinatura dell’ape. Il miele ne diviene la concentrazione.
Concentrato di geografie e di storie, accumulazione di aneddoti di raccolta, di una città messa in vasetto.
Il miele è un condensato di tempo e spazio urbani.
Il miele è il prodotto complesso della complessità dello spazio urbano e dei suoi abitanti, della mobilità odierna, della natura ai margini che resiste.
Le riflessioni condotte da Olivier Darné* (www.parti-poetique.org) in Francia possono trovare spazio anche nel quartiere Bovisa. Localizzare le arnie nelle aree dismesse del quartiere significa sottolinearne il ruolo di frontiera, farle diventare zone di infinite possibilità di incontro fra culture e territori differenti, non aree marginali e improduttive ma luoghi di scambio per l’intero quartiere.
Tremila nEttari è ancora ad uno stadio progettuale; la sua realizzazione richiede innanzitutto la partecipazione di associazioni e gruppi locali che si prendano cura delle arnie e che diventino “apicoltori urbani”.
Se siete interessati a partecipare al progetto e a sostenerlo, contattate l'associazione Connecting Cultures!
http://urbanbackyards.blogspot.com/p/tremila-ettari.html
* Olivier Darné conduce da anni uno studio di ricerca multidisciplinare sulla città. Con un nuovo modo di intervenire sulla città che passa per quella che lui definisce la “pollinizzazione della città”, Darné interviene su di essa sistemando alcune arnie di api nello spazio pubblico e ricavandone miele, che viene poi offerto agli abitanti. “Questo miele è un’immagine. Immagine gustativa di un paesaggio urbano. Il Miel Béton ci parla della città e ce la fa gustare."
La città è un territorio ricco di aspetti differenti, culla di molteplici identità. È luogo di trasformazioni culturali, sociali e territoriali che ne mutano il volto continuamente; la rapidità di queste trasformazioni fa si che spesso proprio gli abitanti perdano il senso di appartenenza ai luoghi, non riconoscendoli più come facenti parte della loro memoria territoriale.
Questo fenomeno di perdita d’identità è più evidente nei territori di confine; infatti la città storica è affiancata da una periferia che cresce senza piani, sintomo della destrutturazione del territorio, che non tengono conto del rapporto tra l’ambiente e chi lo vive quotidianamente. Questi luoghi, a prima vista poveri di caratteri identificativi e memoria, in realtà sono ricchi di molte¬plici identità che richiedono di essere raccontate e raffigurate.
Comunicare il territorio diventa così obiettivo del Design della Comunicazione e nasce l’esigenza di nuovi strumenti che rie¬scano a mostrare i suoi numerosi aspetti.
La creazione di un Atlante, non solo come raccolta di carte territoriali, ma come dispositivo comunicativo, guida non convenzionale, che raccoglie strumenti multi-supporto, permette di organizzare l’identità delle zone in continua trasformazione in archivi e nuovi strumenti di ascolto.
Nascono così mappe di nuovi percorsi, applicazioni web, video, artefatti cartacei e kit di viaggio al fine di accompagnare ad un’esplorazione territoriale unica e nuova nel suo genere. L’atlante si fa tramite per un nuovo modo di vivere la città raccontandola nella sua complessità.
Percorsi sonori urbani, Tesi di Laurea Magistrale in continuità con il Laboratorio Di Sintesi Finale (www.atlaslab.org) del corso di Laurea in Design della Comunicazione del Politecnico di Milano, è una guida non convenzionale al paesaggio sonoro urbano.
L’applicazione pratica dell’atlante è stata sperimentata sulla periferia milanese Barona, territorio in continua trasformazione, costituito da realtà molto differenti quali zone a destinazione agricola, centri residenziali e zone di passaggio altamente trafficate. Scopo dell’atlante è raccontare la complessità del territorio sfruttando come senso principale l’udito, facendo emergere le sue identità e i suoi mutamenti.
La ricerca è stata sviluppata seguendo le teorie di ricercatori e musicologi, tra cui in particolar modo R. Murray Schafer, che hanno analizzato diversi aspetti dell’ambiente acustico.
Per la progettazione dell’atlante si è cercato di conciliare i loro studi in un sistema di artefatti atti all’esplorazione acustica urbana; all’interno del progetto infatti vi sono differenti sperimentazioni che applicano le indagini di Schafer al territorio cittadino.
L’atlante Percorsi sonori urbani coniuga quindi al suo interno una ricerca interdisciplinare tra il design della comunicazione e i soundscape studies ponendo alla base la rivalutazione e rappresentazione delle identità territoriali.
Percorsi sonori urbani sprona “ad ascoltare”, a rivalutare l’udito, spesso in secondo piano rispetto alla vista, per entrare in contatto con il terri¬torio che ci circonda, riscoprendone le caratteristiche acustiche.
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